Un percorso per rivalutare l’errore come dinamica fondamentale per la crescita e la realizzazione di sé per la promozione di una cultura dell’errore come risorsa educativa, come approccio consapevole, creativo e costruttivo alle difficoltà, ma anche per favorire l’accettazione delle proprie imperfezioni e contrastare la paura del giudizio e l’insicurezza.
È nato così ERROR 404, voluto da Cristian Agostino, Coordinatore dei progetti e degli interventi educativi del Gruppo Foppa, che accompagna ogni giorno gli studenti delle scuole superiori in moduli didattici pensati per permettere loro di vivere la scuola in modo positivo, crescere, confrontarsi e relazionarsi.
ERROR 404 è un percorso condiviso e partecipato, proposto all’interno delle classi quarte, che rende tutti gli studenti protagonisti di una dinamica di confronto aperta e priva di pregiudizio.

L’errore, infatti, soprattutto nel contesto adolescenziale, rappresenta un elemento imprescindibile della costituzione della propria identità personale e necessita di strumenti espressivi, riflessivi e relazionali utili a riconoscere, gestire ed elaborare le emozioni negative per trasformarle in energia costruttiva di crescita.
Abbiamo intervistato proprio Cristian Agostino per farci dire di più del progetto.
“Credo che sia importante riflettere sulla tematica dell’errore proprio per il significato della parola che la società moderna, soprattutto con l’influenza dei social media, adduce a questo termine. In questa società fortemente “performante” sembra che commettere un errore rappresenti un fallimento che ci costringe a sentirci inadeguati coinquilini della vita. Abbiamo perso il valore di un errore che diventa possibilità, occasione di rivelare davvero chi e come siamo: meravigliosamente imperfetti ma vivi”.
Come questo atteggiamento può assumere rilevanza nel processo di costruzione della propria identità tipico dell’adolescenza?
“Abbiamo il compito di aiutare i ragazzi a imparare a cogliere l’occasione per dare valore ai loro errori, di abbracciare i fallimenti e meravigliarsi degli scenari nuovi che la vita, in dolce agguato, riserva loro. Nell’immaginario collettivo l’errore ci costringe a immobilizzarci, a fermarci. Tutt’altro! L’errore rappresenta un motore nuovo per la vita: non si può cancellare, neanche con il correttore, e sta a noi capire cosa farne”.

Dal punto di vista didattico, come avete lavorato con i ragazzi?
“Abbiamo adottato una metodologia dinamica e laboratoriale con attività esperienziali che potessero agire come una vera e propria palestra sociale in cui sperimentarsi.
Abbiamo usato piattaforme multimediali, giochi in scatola e alcune attività grafiche: il learning by doing, cioè apprendere facendo, infatti, permette di interiorizzare in maniera più efficace i concetti e le emozioni favorendo la riflessione attraverso l’azione e la partecipazione attiva di tutti i membri del gruppo classe e valorizzando le differenze individuali come risorsa”.
“Siamo partiti dal concetto personale di errore e abbiamo lavorato per permettere alle idee e alle opinioni di tutti di emergere, oltre ad analizzare le emozioni e i sentimenti che ci legano al tema dell’errore. Abbiamo lavorato sulla scoperta di come non essere perfetti ci renda davvero vivi e capaci di non essere chiusi o finiti, ma lasci spazio ancora a sogni, desideri, progetti e persone.
Ci siamo confrontati sulla differenza fra sbaglio ed errore, due termini che troppo spesso ci ostiniamo a sovrapporre. Lo sbaglio è quando non riesci a prendere la mira, perché per un abbaglio non ci vedi bene e quindi non centri il bersaglio, l’obiettivo. L’errore, invece, è qualcosa di più profondo e poetico: deriva dal latino error che significa vagare senza conoscere la meta”.

Si è sviluppato così un percorso lungo, fatto di incontri, interrogativi e condivisione, che ha spinto i ragazzi a riflettere. Gli studenti Vittoria e Andrea ci hanno aiutato a raccogliere e riassumere ciò che questa esperienza ha lasciato loro.
Cosa significa per te “errore”? Ritieni che possa portare con sé degli insegnamenti utili? Perché?
“Per me l’errore è una possibilità dalla quale si può rinascere e ripartire: deve senza dubbio rappresentare un punto di ripartenza e non di arrivo.
Se sfruttato bene, infatti, l’errore è un’opportunità di crescita personale, ma anche collettiva: posso imparare ad essere una versione migliore di me anche osservando gli errori degli altri e posso ricevere un insegnamento, anche da chi non avrei mai pensato”.

Quale delle attività che avete portato avanti in classe è stata più interessante? Perché?
“Fra le varie attività, quella che mi è piaciuta di più è stata lo Speed friending, un format dove siamo stati invitati a fare brevi conversazioni faccia a faccia con gli altri. Si è creata una situazione nella quale sono riuscita a comunicare con i miei compagni; non avrei certamente avuto modo di farlo senza dedicarvi del tempo. È stato come regalarsi una possibilità che non si ha sempre!”
Cristian Agostino chiude con una riflessione su quanto emerso durante il percorso sottolineando il successo complessivo dell’intero modulo ERROR 404 dal punto di vista educativo: “L’aspetto più significativo è stato vedere i ragazzi dialogare fra loro e concedersi la possibilità di vivere un tempo in cui non preoccuparsi di etichette e giudizi, ma solo di essere se stessi e aiutarsi a riconoscersi”.
Ufficio Comunicazione, Liceo Artistico Foppa e Istituto Piamarta

